19-06-08

Malakoff a chi??!

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E la solita storiella. Solo che è un po' più lunga. Stavamo in macchina, con Raffaella, circa due settimane fa, parlando del più e del meno (e si tende a fare il giro panoramico del più e del meno quando passi 5 giorni di fila a viaggiare in macchina con la stessa persona :-)), ed eravamo arrivate, anzi stranamente ci avevamo messo diversi giorni ad arrivarci, a parlare di ricette... E così Raffaella mi raccontò di un dolce, assagiato una sera, a capalbio, a cena da conoscenti. E mi descrisse una specie di enorme coppa di cristallo, colma di strati di pan di spagna alternati di morbida crema e di pesche, una roba da sturbo, secondo lei, solo che... quando poi chiese la ricetta alla padrona di casa si scoprì che la signora non aveva nessunissima intenzione di svelare il segreto del suo amato dolce (carino no?). Indagando più avanti Raffaella riuscì però a carpire il nome della tanto enigmatica preparazione. Malakoff. E questo era. E così Rafaella volle sapere da me se non è che conoscevo qualcosa di simile. Bhe... La risposta era ‘no'.

 

Pero chiaramente se uno chiede questo tipo di cose a me, la probabilità che mi metti a fare la piccola detective gastronomica è assai elevata. E meno trovo, e più cerco. E infatti, del malakoff, in rete, non si trova quasi traccia. O piuttosto, di tracce ce ne sono, ma non sono quelle che cercavamo. Perché Malakoff sarebbe, nel disordine, una battaglia franco-russa, una città della periferia di parigi, una fritella di formaggio svizzera, e infine, ma lì diventa davvero tutto molto meno chiaro, una specie di charlotte a base di biscotti madeira, o savoiardi, o meringa, framezzati con una roba che nel miglior dei casi sembra una crème au beurre, ma che può essere anche preparato per budino in busta, mousse al cioccolato e quant'altro. Non molto a che vedere quindi con quel souvenir di larga coppa di cristallo che andava letteralmente scavata al cucchiaio e nella quale poi si mescolava tutto. Però, la charlotte era in effetti la lettura più plausibile, la strada verso un dolce al cucchiaio che poteva anche essere un trifle o una specie di tiramisù. Fra una cosa e un'altra, è venuto fuori anche qualche impreciso accenno a un ‘malakoff' con strati di savoiardi o pan di spagna, frutta e crema pasticcera mescolati con pana montata. E questa ultima versione, per nulla documentata (non una pagina web che mi abbia fatto capiure di cosa si tratta di preciso da dove arriva e perché si chiama così), sembrava però decisamenta la traccia buona, quella che cercavo io.

E quindi, senza ricetta vera e propria ma usando quel poco di buon senso di cui dispongo (poi magari adesso salterà fuori qualcuno che mi dirà che sua zia sta cosa la fa da mezzo secolo e io farò la figura della fessa :-), alla fin fine ho fatto mon malakoff à moi, ovvero una zuppiera (in foto la porzioncina individuala, più civile - anche perché la coppa grande non mi entrava nell'inquadratura - ma ne ho fatto anche una versione grande, messa in tavolo e che è finite, come da copione, in un amalgamo di robe che veniva scavato a turni dai commensali), con strati di pan di spagna fatto in casa (con la ricetta di Gennarino! :-) e bagnato con uno sciroppo leggero al limone, una crema a base di pasticcera alla vaniglia mescolata con panna montata, e fettine di pesche fresche (mi è venuto il dubbio che l'originale non fosse stato fatto con delle pesche sciroppate ma in questo periodo mi pareva proprio un peccato). Il risultato non ho idea se ha qualcosa a che vedere con quel lontano e intrigante dolce capalbiese di Raffaella, però di sicuro è piaciuto per il suo lato ‘torta di frutta incidentata' da scavare a piacere, al cucchiaio, poi appunto è morbido, abbastanza fresco e non troppo pesantuccio, insomma, malakoff o no malakoff, questa cosa qui me la appunto per future evenienze :-))

Malakoff di pesche (si fa per dire)

per il pan di spagna
uova 6
zucchero 150g
farina 75g
fecola 75g
sale una presa

per la crema
latte fresco 5dl
tuorli 6
zucchero 150g
fecola di mais 1 cucchiaio
estratto naturale di vaniglia 1 cucchiaio
panna fresca 3dl
pesche noci 6-8

per lo sciroppo
limone 1
acqua 2dl
zucchero 100g
limoncello o altro liquore a piacere 2 cucchiai (facoltativo)

Preparare il pan di spagna: mettere le uova intere insieme allo zucchero nella planetaria/mixer con la frusta. Montare il tutto a velocità elevata per 15 minuti (il composto si trasformerà del tutto, triplocando di volume, diventando molto chiaro e spumoso). Aggiungere la fecola e la farina setacciate e incorporare delicatamente. Versare ilcomposto in una teglia rettangolare foderata con carta da forno (la forma della teglia non ha molto importanza che tanto il pan di spagna andrà tagliato a pezettini) e infornare a 150° per una mezz'ora abbondante o finché il dolce sia dorato. Lasciar raffreddare.
Preparare la crema: portare il latte a ebollizione. Sbattere i tuorli con lo zucchero e l'estratto di vaniglia, aggiungere la fecola e infine versare il latte caldo, mescolando sempre. Riversare il tutto nella pentola, rimettere sul fuoco basso e mescolare finché la crema sia bella densa. Spegnere, coprire con della pelicola (fatela aderire direttamente alla crema) e lasciar raffreddare completamente. Al momento di montare il dolce riprendere la crema, montare la panna fresca freddissima e incorporarla delicatamente alla pasticcera.
Preparare lo sciroppo: spremere il limone, aggiungere l'acqua, il limoncello e lo zucchero e versare il tutto in un pentolino. Portare a ebollizione, lasciar bollire per 5-10 minuti fino a ottenere unaa consistenza scirupposa. Lasciar raffreddare.
Infine, lavare le pesche e tagliarle a fettine, tagliare e fettine di 1cm anche il pan di spagna e, in dei recipientini individuali o in ciotolone/coppe larghe alternare strati di pan di spagna (da bagnare ogni volta con qualche cucchiaio di sciroppo), crema e pesche, fino a riempire i recipienti. Coprire con della pelicola e tenere al fresco per un paio di ore prima di servire (meglio prepararli per l'endomani) e al momento di servire, se vi garba, completare con delle scagliette di mandorle tostate.

11:59 Gepost door jaydee in Cucina Italiano! | Permalink | Commentaren (0) | Tags: cucina italiano, spagna, torta spagna, limoncello, pan di spagna | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook | |  Print |

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